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Molto si è detto e scritto su Gino Pasqualotto nelle ultime due settimane. Volevamo spendere ancora poche righe per per permetterci di raccogliere in un un breve articolo le fotografie più belle scattate da Andrea durante la cerimonia del ritiro della SUA/NOSTRA maglia #33.  Anche se tutto era iniziato con un numero un poco diverso, perché io me la ricordo quella maglia numero 13 gettata nella mischia da Gerard Morin, allenatore-giocatore di quel magico anno. Quando l’hockey italiano godeva di stagioni leggendarie che rimarranno nella memoria per il coinvolgimento totale della città, esaltato da Campioni veri e che nello specifico a Bolzano veniva vissuto quasi in simbiosi con la propria squadra. Papà Danilo, Jarda Pavlu (che a 11 anni lo porta alla Latemar, la mitica “cantera” biancorossa) e Gino Camin lo avevano convinto a lasciare perdere la piscina e i tuffi perché ad aspettarlo c’era il “tempio” dal mitico Palazzo del ghiaccio di via Roma, a due passi da casa, dal negozio di stoffe del papà, dal bar Internazionale di Nano Vattai, dal cuore pulsante della vita sportiva della città. Esordio in serie A a 16 anni nel ruolo di ala sinistra e con uno score di tutto rispetto con 14 gol e 12 assist in 22 partite, accompagnati dai primi 26 minuti di penalità. Nello spareggio di Ortisei contro il superCortina, alla fine del 2º tempo, sotto per 1:4, è proprio Morin a fornire al giovane Gino l’assist per il gol che “gira” la partita e la indirizza verso l’insperata rimonta conclusa dal gol di Raimondo Refatti: 5:4 alla sirena. Il 2º scudetto si cuce sulle maglie biancorosse. Sarà il primo dei dieci che Gino collezionerà personalmente. 20 anni in biancorosso (e 10 in nazionale),  molti di questi impreziositi dalla “C” di capitano. La 13 lasciata sulle spalle di “faccia d’agelo” Rudi Hiti per acquisire la leggendaria 33. Molto di quello che c’è stato in mezzo ed in coda alla sua favola lo trovate nelle interviste televisive che abbiamo raccolto, dove potremo ascoltare ancora dalla viva voce del protagonista, aneddoti e ricordi che sono entrati nella storia dei colori biancorossi del H.C. Bolzano.   (foto Andrea Giovanazzi)

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