palaonda 33

 

Forse è un caso, (ma ad essere proprio sincero molto ha fatto la mia pigrizia) fatto sta che questo che gentilmente vi apprestate a leggere è il commento # 33 di Mister Fox e quindi può avere l’onore di ruotare attorno al significato che questo numero ricopre per tutti i tifosi biancorossi. A maggior ragione in previsione del l’imminente ritiro della maglia del H.C.B. che il nostro “Cavallo Pazzo” ha onorato per 20 anni. Cerimonia prevista nell'ambito dei festeggiamenti previsti per l'85° anno di fondazione della società (1933). Questo discorso sul valore dei colori sociali, dell’atteggiamento (sportivamente parlando) nel indossare la maglia del Bolzano e sulle caratteristiche dei giocatori che noi tifosi più apprezziamo, lo abbiamo fatto più volte. La prendo un poco alla lontana... 

Solo una settimana fa, per il 3° anno consecutivo i tifosi e i rappresentanti dei media hanno assegnato il “Premio Combattività di HCBfans” ad un giocatore altoatesino/sudtirolese. Un caso? Non e che forse I tifosi biancorossi sono un tantinello provinciali? O semplicemente degli inguaribili romantici che al momento di scegliere chi sia il più meritevole si lasciano condizionare e propendono istintivamente per il “ragazzo della porta accanto”? 5797274A EA70 43BB 9E5F 61467676CF77Oppure, più concretamente, per dimostrare nei fatti di volere bene a quella maglia dai colori bianco e rosso i tifosi pretendono quasi di  toccare con mano l’impegno, sempre, anche nelle partite che sembrerebbero contare meno, o come quando conduci una gara per 4 a 0 e continui a dannarti l’anima in totale apnea in un interminabile PK, oppure quando ne becchi 6 davanti al tuo pubblico e non ci vuoi stare e pur di provare a dare “la scossa” ti inventi un “fight” anche se un “fighter” non lo sei mai stato…?
Dopo le precedenti assegnazioni a Marco #8 e Alexander #17 più di qualcuno ha avanzato riserve, qualche dubbio ma forse soprattutto il timore del possibile rischio di trasformare il “Premio Combattività di HCBfans” in un riconoscimento del “cortile di casa”.
Lungi da me voler creare un parallelismo fra Daniel #94 e Gino ma restando in argomento grinta, spirito di abnegazione per la squadra e attaccamento ai colori sociali, che sono le parole che caratterizzano il nostro premio, una domanda si è affacciata nei pensieri di questi giorni che sono intercorsi fra queste due domeniche impreziosite dai due eventi in oggetto: ma Gino #33 Pasqualotto quanti “Premi Combattività” avrebbe allineato sull’ipotetica mensola sopra al caminetto? 7C5A2500 3C77 424A 8134 A247FCF0F46D

Un ragazzo, un uomo della nostra città, che per più di 20 anni ha indossato a testa alta questa maglia che ha sempre sentito profondamente sua e per la quale ha realmente combattuto centinaia di battaglie dando lustro a quella “C” portata sul petto con uno smisurato spirito di appartenenza, carisma e orgoglio. 
Si battono i tasti della tastiera e ci si rende conto del tangibile rischio di sprofondare, letteralmente, nella più bieca retorica da provincia. Ma vivendo la realtà dei nostri giorni e girando lo sguardo a quei tempi della nostra gioventù (e di quella dello stesso Crazy Horse Gino), chissà perché, ma viene da pensare che era più facile imbattersi in personaggi che, trasversalmente, incontrassero il favore, l’apprezzamento e la stima di persone che la pensavano in maniera anche diametralmente opposta (o che militavano in squadre acerrime rivali). 9CBC7DA7 AC13 4DF2 AE65 D8DFF2C2662FCosì come nella politica, e il pensiero va, senza voler sembrare irriverente, al Presidente Pertini (6 titoli per l’ H.C.B. durante il suo mandato), così come nel piccolo mondo dell’hockey ghiaccio, dove il nome di Gino, in maniera trasversale e a 360° riscuoteva apprezzamenti, riconoscimenti (10 anni in nazionale!) ma soprattutto grande rispetto. 
10 scudetti e 1 Alpenliga ma soprattutto l’aver impersonificato lo spirito, il modo di essere stesso di una città con grande temperamento e personalità, facendoci sempre sentire a nostra volta orgogliosi, magari anche di essere arrivati solamente secondi ma con la certezza che prima vengono i colori, prima viene la maglia per la quale forse ci si arrende solo bevendo il the cado a partita conclusa. E la maglia che per prima impreziosirà il soffitto della casa del H.C.B. non poteva che essere la numero 33 di Gino “the Crazy Horse” Pasqualotto. Per sempre a sovrastare il ghiaccio dove i futuri biancorossi, oltre a trovare una firma e una risposta ad una buona parte degli scudetti esposti, potranno trarre esempio del giusto atteggiamento che i tifosi biancorossi da sempre ricercano, da sempre apprezzano e spesso pretendono.

Grande o piccolo che sia il talento hockeistico: temperamento, grinta, spirito di abnegazione per la squadra e attaccamento ai colori sociali.

Grazie Gino, e grazie a tutti quelli che vorranno almeno provare a vivere la maglia biancorossa seguendo il tuo esempio.

 

P. S. Ovviamente DOMENICA 24 FEBBRAIO vi voglio vedere TUTTI al PalaOnda prima della partita vs EC Klagenfurter AC (ore 18 ma VENITE PRIMA!)

 

Il vostro Mr. Fox   foxicon

 

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Il pensiero di un amico.

Mi si chiede di parlare di Gino... - di Luca Z. “Zac”

Cosa vuoi dire che non sia già stato detto... 

Gino è semplicemente l’Hockey a Bolzano Gino è semplicemente il giocatore di hockey più conosciuto in tutta l’Italia hockeistica, forse insieme a pochi altri. 

Gino è “Gino, Gino, punisci l’assassino”… 

Gino è quello che difende i compagni di squadra sempre e contro tutti, andando anche contro i propri tifosi nel bene o nel male, perché nel bene o nel male è pur sempre Gino, prendere o lasciare. 

Gino è quello che, dopo un “pressing” quasi esasperante, ti regala l’ultima sua maglia, ma ti chiede di nasconderla mentre la porti via e tu, che la consideri come il cimelio più importante di tutto, la nascondi sotto la giacca solamente perché il suo papà ci può rimanere male… 

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Gino è quello che quando alle Olimpiadi di Torino tu ti porti la sua maglia, ti chiedono 100 volte di indossarla o di fare una foto e lo devi fare, perché quella è la maglia di Gino. 
Gino è quello che tutti gli vogliono bene. 

Gino è quello che ha vinto 10 scudetti con il BOLZANO Gino è anche quello che è stato e rimarrà Cavallo Pazzo o meglio CrazyHorse

Gino è meritatamente il primo giocatore della storia del Bolzano Hockey che avrà l’onore di avere la maglia ritirata è appesa sul tetto dello stadio.

Gino è semplicemente un mio grande amico, il grande amico di tutta la nostra città. 
Gino è il 33, semplicemente il nostro immenso e unico 33!

 

O.K. carissimi, ora, come di consuetudine, si conclude accompagnando queste riflessioni con le canzoni che mi sono venute a mente rileggendo quanto scritto e che magari abbiano un qualche nesso con i concetti espressi.

Questa volta, ho scelto un brano di Neil Young accompagnato dalla sua storica band dei Crazy Horse. Nel testo la frase "The king is gone but he's not forgotten" (Il re se n'è andato ma non è dimenticato) e "You Belong to the City" (Tu appartieni alla città) di Glenn Frey, già negli Eagles, canzone scritta per la serie Miami Vice. Buon ascolto e alla prossima...